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“Domenica mattina abbiamo fatto un cambiamento enorme sulla moto”

Ecco le dichiarazioni più interessanti alla fine del nono Round del 2026, al ritorno in pista dalla pausa estiva

Il Campionato del Mondo MOTUL FIM Superbike 2026 è tornato in azione al Circuit de Nevers Magny-Cours per il Round Acerbis di Francia. Ecco tutte le dichiarazioni più importanti alla fine del nono appuntamento della stagione.

“Mi piacerebbe vincere il Campionato a Cremona; è casa mia”

Altra tripletta per Nicolò Bulega (Aruba.it Racing - Ducati) che potrebbe laurearsi campione del mondo nel prossimo Round a Cremona: "Ogni volta che Iker ha dato qualcosa in più, io ho risposto e messo qualcosa in più. Quando ha iniziato a passarmi e abbiamo lottato, mi sono divertito. Sono contento perché quando ero dietro di lui sapevo di avere qualcosa in più. Ho fatto il mio passo, che era davvero buono. In Superpole Race ho capito che Iker stava facendo di tutto per frenarmi. In Gara 2 ho detto ‘ok, non gli darò l'opportunità al primo giro’, ho fatto il mio ritmo e ha funzionato. Mi piacerebbe vincere il Campionato a Cremona dato che è casa mia; è casa Ducati, in Italia, sono italiano, quindi sarebbe fantastico”.

“Domenica abbiamo fatto un cambiamento enorme sulla moto”

Tre secondi posti per Iker Lecuona (Aruba.it Racing - Ducati): “È stata una giornata difficile. Sabato ho passato quasi un'ora al box a parlare con il mio capotecnico, il mio ingegnere di dati e gli ingegneri Ducati. Vorrei provare dei setup completamente diversi rispetto al solito. Domenica mattina abbiamo fatto un cambiamento enorme sulla moto. Abbiamo avuto dei piccoli problemi che abbiamo provato a risolvere. In Gara 2 al quarto giro ho iniziato a notare un calo nella gomma posteriore. Ora avremo un test a Cremona e potremo provare più cose”.

“Ho quasi 36 anni e non ho mai spinto tanto sia in pista che in casa per ricevere in cambio solo dolore e brutti risultati”

Danilo Petrucci (ROKiT BMW Motorrad WorldSBK Team) a fine stagione lascerà BMW: “Il team le ha provate tutte, e io pure. Abbiamo deciso di fermarci. Mi sono detto ‘non mi piace fare gare del genere’. È vergognoso per il team, per me e mi spiace molto. Tutto il gruppo, il team e BMW capiscono che la situazione è difficile. Il punto è che non riusciamo ad essere veloci come l'anno scorso. Ho quasi 36 anni e non ho mai spinto tanto sia in pista che in casa per ricevere in cambio solo dolore e brutti risultati. Inizi a pensare 'cosa sto facendo? Qual è l'obiettivo?' 'Infortunarmi per fare 13°?’. Quando hai 20 anni non ci pensi, quando ne hai 36 pensi 'il femore mi piace, la spalla mi piace’. Do sempre il meglio di me ma non basta”.

“All'inizio non avevo il passo dei primi né quello di Alberto”

Due podi domenica per Yari Montella (Barni Spark Racing Team) che ha detto: “È stata una buona domenica per noi. In Gara 2 e Superpole Race mi sono divertito. Sono stato un po' fortunato con la caduta di Sam Lowes, ma ero lì. Ho conquistato il mio miglior risultato. In Gara 2 sapevo di avere l'opportunità di fare una buona gara. Sam è partito decimo, Alex quinto. All'inizio non avevo il passo né dei primi né di Alberto. Mi sono concentrato sul passo e sono stato molto costante dal primo giro alla fine. Negli ultimi giri ho fatto fatica con la gomma anteriore ma avevo già cinque secondi e quindi non ho dovuto fare altro che gestire il margine”.

“Sono contento che esigano di più da me. Ho un potenziale che bisogna gestire”

Alberto Surra (Motocorsa Racing) a Magny-Cours domenica è arrivato quarto e quinto: “Sono molto contento, la gara lunga è stata molto difficile dato che il mio feeling con la moto è diverso tra i primi giri e la seconda parte di gara. A Cremona proverò a fare ulteriori passi avanti. Ora non ho grip nella seconda parte di gara dato che non conosco l'elettronica essendo il mio primo anno. A ogni gara faccio dei miglioramenti. Arrivare a 15 o 16 secondi da Bulega al mio ottavo Round è una grossa soddisfazione per me e per il team che però è un po' arrabbiato con me dato che sanno che ho un potenziale maggiore. Ho un potenziale che va gestito e indirizzato. Penso che la Ducati sia come una Ferrari; ora sono in un team Indipendente, chissà che in futuro non ci sia una moto ufficiale? Ora non è il mio obiettivo che invece per me è chiudere l'anno nel modo migliore dato che mi hanno accolto come una famiglia. Penso che l'anno prossimo resterò in Ducati e farò tutto il possibile per ottenere la moto ufficiale. Devo fare un passo avanti sia mentalmente che come pilota”.

"Ero molto carico per aver fatto un 1’35.0. Peccato per la bandiera gialla”

Garrett Gerloff (Kawasaki WorldSBK Team) ha detto: “Sto lavorando duro. È stato un weekend complicato, ero molto carico per aver fatto un 1’35.0 in Superpole. Peccato per la bandiera gialla all'ultima curva perché sarei potuto partire dalla quinta casella. Però ho fatto fatica in termini di passo gara anche se di solito succede il contrario; vado bene sulla lunga distanza ma non sul giro secco”.

“In Gara 2, per fortuna, non ho avuto alcun problema e non ho commesso alcun errore”

Un weekend complicato per Alvaro Bautista (Barni Spark Racing Team), tornato in top six: “Il problema è stata Gara 1 e anche la Superpole Race, e anche la Superpole. La gomma SCQ non riesco a usarla, non capisco perché. Sento di averne di più ma la moto è più instabile e diventa nervosa, quindi non posso spingere. In Gara 1 avevo il passo per lottare per il settimo od ottavo posto. Dopo la ripartenza ho avuto dei problemi col cambio e in curva 15, non mi è entrata la marcia, la moto si è mossa un po' e sono caduto. In Superpole Race, con la SCQ, ho avuto tanti problemi nel fermare la moto e poi sono andato lungo tre o quattro volte; ho perso circa quattro secondi. Per fortuna in Gara 2 non ho avuto alcun problema e non ho commesso alcun errore. Soffriamo soprattutto con la gomma SCQ”.

“Dopo il contatto avevo un buco enorme sulla carena”

Weekend ad alti e bassi per Lorenzo Baldassarri (Team GoEleven) che ha detto: “Domenica è stata un'altra ottima giornata dato che abbiamo fatto un ulteriore step rispetto a sabato. Gara 1 è stata pazzesca perché dopo la bandiera rossa e la caduta nel giro di riscaldamento avevo una parte della pedana rotta e quindi il piede mi usciva in ogni cambio di direzione. Domenica abbiamo confermato la nostra velocità. Il primo giro è stato pazzesco, ho perso l'ala e dopo il contatto avevo un buco enorme sulla carena. Ho corso il rischio di distruggerla. È stata una gran rimonta”.

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