WorldSBK Interview

DONNE CHE CAMBIANO MARCIA: Lucia Menendez, sull'ingegneria, il suo arrivo in Honda e come la visibilità crea possibilità

Menéndez parla del proprio percorso verso il WorldSBK, del suo lavoro in Honda e come cerchi di fare sempre un passo avanti nel proprio ruolo

Lucia Menéndez lavora in Honda HRC come ingegnere delle applicazioni nel Campionato del Mondo MOTUL FIM Superbike: ha parlato con sincerità del proprio ruolo, del suo percorso fino al lavorare nel WorldSBK e tanto altro, compreso anche come cerchi sempre di crescere professionalmente per essere certa di svolgere il miglior lavoro possibile analizzando l'enorme quantità di dati che si acquisisce in ogni weekend di gara e durante ogni test.

UNA CARRIERA NEL MONDO DELLE CORSE…

Menéndez ha parlato del proprio percorso nel campo del motorsport: “Gli sport sono sempre stati nel mio interesse. Per quanto riguarda l'ingegneria, mio nonno ha avuto la sua importanza; lavorava nel campo della costruzione di macchine CNC, quindi è grazie a lui che mi è venuto l'interesse per la tecnica, e anche da parte di mio zio che è un ingegnere grande appassionato di moto, anche se in un contesto diverso. Sono cresciuta guardando le gare in tv, specialmente quando andavamo a casa di mia nonna. Mangiavamo in famiglia e guardavo le gare, principalmente MotoGP. Anche se lo seguivo in televisione, mi sembrava uno sport lontano e fuori dalla mia portata, quindi inizialmente l'ho lasciato da parte. Ho lavorato in uno studio di ingegneria che si occupava di componenti aeronautici. Poi, nel 2016, ho partecipato a MotoStudent, una competizione in cui le università di tutto il mondo sviluppano una moto e corrono tra loro. Questa esperienza nel mio caso è durata due anni e mi sono divertita talmente tanto che mi sono resa conto che avrei voluto provare a farne una carriera professionale. Mi sono trasferita a Barcellona per un master che prevedeva anche dei tirocini nel campionato spagnolo. Da quel momento, tutto è andato avanti molto velocemente. L'anno dopo lavoravo nel Campionato Europeo e poi ho avuto la possibilità di approdare nel Campionato del Mondo Moto2. Ci sono rimasta per tre anni e ora sono al mio quanto anno nel paddock del WorldSBK".

IL SUO ARRIVO IN HONDA

Dopo varie stagioni al lavoro con i prototipi, sia a livello mondiale che europeo, Menéndez è passata a Honda nel WorldSBK: "Nel 2022 ho avuto l'occasione di entrare in Honda, la realtà dei miei sogni, come ingegnere e analista dati. Avevo lavorato in Moto2 con un team che utilizzava moto Kalex e quindi passare in Superbike sarebbe stata un'opportunità per apprendere molto, e così è stato! La differenza è stata come il giorno e la notte. Ora il mio ruolo è quello di ingegnere delle applicazioni e, sinceramente, mi godo ogni aspetto del mio lavoro. Mi godo lo stare con i miei colleghi. Ogni giorno che passo qui imparo e cresco. E questo si ripercuote positivamente anche sul mio modo di pensare dato che adoro imparare. Lavorare qui è davvero un sogno divenuto realtà".

FARE UN PASSO AVANTI

Menéndez ha dato ulteriori aggiornamenti sul suo attuale ruolo: “È collegata con la gestione di strategie all'interno della ECU, quindi gestisco l'adattamento del freno motore, della coppia, il controllo di trazione e di impennata, tutte le strategie collegate con la prestazione. Forse la gente da fuori sottovaluta l'importanza dell'elettronica. I numeri e l'enorme quantità di dati con cui lavoriamo sono incredibili e crescono di anno in anno; sono sicura che la gente non ha idea di ciò che facciamo. L'anno scorso ho completato un master in Big Data e Data Science dato che penso che sia lì il futuro di questo sport. Ci sono tantissimi dati e penso che quelli che siano in grado di gestirli con efficacia saranno quelli che continueranno ad avere un ruolo. Devi sempre crescere e questa è sempre stata la mia forma di essere. Da ingegnere, direi che devi essere una persona ben organizzata e capace di semplificare le cose. Anche la gestione dello stress è un fattore. Anche se dentro di me sono stressata, all'esterno non lo dimostro. Il lavoro è per il 50% preparazione e per il 50% risoluzione di problemi sul momento, dato che svolgiamo tanta preparazione in casa, preparandoci per tutti gli scenari possibili che potremmo affrontare ma quando arrivi in circuito ci sarà sempre qualcosa a cui non avevi pensato o pianificato ma è normale, fa parte delle corse. Devi soltanto essere capace di adattarti a qualunque situazione”.

TROVARE L'EQUILIBRIO GIUSTO

Menéndez ha parlato di quando è arrivata nel paddock: "Sono arrivata nel WorldSBK dal paddock della MotoGP. All'inizio non ero sicura che mi sarebbe piaciuto ma ora sono al mio quinto anno qui e posso dire di essere felicissima. Penso che l'obiettivo di tanti giovani quando iniziano a lavorare in questo mondo sia quello di arrivare in MotoGP, ma nella vita ci sono altre cose importanti. Ora sono madre e il calendario della MotoGP sarebbe difficile da gestire. Da quando sono diventata madre, tutto è cambiato. Aspetti della vita che prima reputavo importanti ora non lo sono più. Mia figlia è ancora molto piccola e, ovviamente, quando sono lontana è difficile. Però mia moglie mi supporta tanto, formiamo un bel team; capisce che è il mio stile di vita e lo rispetta”.

LA VISIBILITÀ CREA OPPORTUNITÀ

Menéndez ha parlato di cosa significa essere una donna con un ruolo tecnico e anche di come poter essere un riferimento non solo per sua figlia ma anche per altre donne e bambine che aspirano a lavorare nel motorsport: “Non ho mai avuto alcun problema legato al fatto di essere una donna che ricopre un ruolo tecnico e che lavora qui. Il problema è che, quando ero piccola, non avevo riferimenti femminili. E se in testa non hai un riferimento, forse non pensi che per te possa essere un'opzione. Credo che alcune ragazze magari pensano che non è possibile lavorare qui. Però è così! Non ho mai avuto problemi, sono arrivata dove sono arrivata abbastanza velocemente. Quando studiavo Ingegneria, in una classe di 90, eravamo solo quattro. E questo spiega in parte perché ci sono così poche donne con ruoli tecnici in questo paddock. Non mi piace fare interviste soltanto per il fatto di essere donna e non per ciò che faccio. Però, dall'altro lato, penso che sia importantissimo che persone come me facciano queste cose perché se non le facciamo, i giovani, le ragazze, semplicemente non sapranno che è possibile. Penso sia importante che le giovani abbiano dei riferimenti; spero che mia figlia abbia dei bei modelli da seguire”.

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