Sol Alvarez lavora come sponsorship manager nel GYTR GRT Yamaha WorldSBK Team - team di cui fa parte dal 2018 - nel Campionato del Mondo MOTUL FIM Superbike. L'argentina racconta del proprio vissuto da appassionata che guardava le gare in televisione fino all'approdo come lavoratrice nel paddock, e dice la sua sul WorldWCR e su come la conoscenza di diverse lingue l'ha resa una risolutrice di problemi.
DA SPETTATRICE A PARTE DEL PADDOCK…
Alvarez spiega com'è avvenuto il suo ingresso nel motorsport: “Da piccola guardavo tutte le gare, ogni sessione dalle prove libere fino all'ultima gara della giornata. Io e la mia famiglia ci siamo trasferiti dall'Argentina alla Spagna e nel 2005 ho coinvinto tutta la mia famiglia ad andare a vedere il GP di Valencia. Quando sono entrata nel paddock sapevo che avrei dovuto lavorare in questo mondo; penso avessi 15 anni. Il mio primo incarico ufficiale nel WorldSBK è stato nel 2014, nella European Junior Cup. Il Series Director Gerry Bryce mi aveva visto dare una mano a un team francese nella Yamaha Superstock 600 e 1000. Inoltre ero stata ‘grid girl’. Sono stata molto grata a Gerry per avermi dato l'opportunità di dimostrare il mio valore. Penso di aver avuto al massimo 23 anni quando ho iniziato a lavorare con piloti di età compresa tra i 14 e i 20 anni".
POLIGLOTTA E RISOLUTRICE DI PROBLEMI…
Il paddock è pieno di persone che conoscono più lingue straniere. Alvarez è una poliglotta: parla spagnolo, francese, inglese e italiano. Dice: “La gente ha talenti diversi e penso che il mio fosse quello di parlare varie lingue. Ho iniziato ad imparare l'inglese con mia madre quando ero molto piccola. Insegnava a bambini e quindi ho iniziato a imparare con lei. Poi per due anni in una scuola superiore in Spagna ho studiato francese. Poi ho avuto un fidanzato francese e ho imparato ancora meglio la lingua vivendo con lui in Francia. L'italiano non l'ho mai studiato; l'ho imparato nel paddock”.
“Credo che la nostra personalità possa cambiare in base alla lingua che parliamo e noto che certe cose posso spiegarle più facilmente in una lingua diversa dalla mia. Nella mia bio su Instagram c'è scritto ‘professional problem solver’ ed è probabilmente grazie alle lingue che parlo che riesco così bene a trovare soluzioni. Conoscere le lingue mi ha agevolato nell'aprirmi delle porte. Ovviamente devi essere pronta a lavorare duro e ho avuto la fortuna di acquisire esperienza nel paddock molto giovane”.
IN ASCESA…
Dalla European Junior Cup, Alvarez è passata a GRT Yamaha come Team Coordinator, con la sua esperienza nel paddock come elemento cruciale: “Nel 2018, alcuni miei amici in GRT Yamaha mi dissero che il team cercava una Team Coordinator con il mio profilo e la mia esperienza nel paddock. Mi sono incontrata con il Team Principal Filippo Conti in un test a Jerez e abbiamo trovato l'accordo. E otto anni dopo, eccoci qui. Ho iniziato con un piccolo ruolo che poi però ha preso tutte le direzioni. Sono brava a comunicare e sono molto determinata. Qui va tutto molto veloce e deve essere fatto tutto qui e ora, ancor di più nel ruolo di Team Coordinator. Sei come una madre per tutti. Coordinare è stata dura soprattutto in pandemia. Gestire tutti i cambi di voli e hotel, le diverse norme COVID in ogni Paese… i nostri piloti, Garrett Gerloff e Kohta Nozane venivano da Stati Uniti e Giappone e avevano bisogno di documenti del tutto differenti. È stata un'epoca da pazzi e sono felice che non accada ogni anno. Giorno dopo giorno è come un puzzle, in un certo momento avevamo otto diversi aeroporti di partenza e possono sempre capitare cambiamenti dell'ultimo momento che condizionano tutto il team; non è semplice”.
“Sono sponsorship manager dall'anno scorso. Ai miei capi piace come mi rapporto con la gente e gli sponsor sono felici di avere qualcuno di cui fidarsi se vogliono portare avanti qualcosa con il team. Tanti nostri sponsor sono con noi da anni e penso abbiano apprezzato i buoni rapporti che abbiamo costruito e la fiducia reciproca. Mi piace far contenta la gente!”.
PROGRESSI, PERSEVERANZA E CHANCE
Alvarez aggiunge: “Lavorare qui mi ha completamente fatto uscire dalla comfort zone. Sono orgogliosa di me stessa per essere entrata in questo sport dominato da uomini e di dove sono ora oggi. Prima ero abbastanza introversa ma adesso sono più socievole e più coraggiosa, più forte, meno insicura. E mi rendo conto che in ciò che facciamo non ci sono limiti! Da donna, in passato eravamo molto più ai margini perché si pensava che potessimo ricoprire solo certi ruoli. Ora vediamo donne meccanico, ingegnere, team manager. Il team bKRT ne è un vero esempio considerando quante donne ha al proprio interno. Anche il nostro Terra & Vita GRT Yamaha WorldWCR Team con due meccanici donna per pilota. Stiamo facendo tutto il possibile per aiutarle ad acquisire esperienza e per - speriamo - trovare lavoro in uin team Superbike in un paio d'anni. Questa per me è l'ottava stagione con GRT, ho cambiato ruolo dopo sei anni e non vedo perché le cose non possano ricambiare in uin paio d'anni: può succedere qualunque cosa!”.
UN PUNTO DI PARTENZA, NON DI ARRIVO
Alvarez dice anche che devono esserci più donne nel motorsport: “Curioso dato che fino a pochi anni fa nessuno sosteneva le pilota; per me è una pazzia pensare che hai la chance di essere il primo a portare una ragazza sul gradino più alto del podio e non lo fai. Charlotte Tilbury sponsorizza un team della F1 Academy e non vedo perché altri non possano decidere di fare altrettanto quando corrono. Dobbiamo aprire queste porte e spero che il WorldWCR come piattaforma possa permettere loro di avere più sostegno. Penso che le donne possano correre nelle categorie miste anche se c'è tanto lavoro da fare. Il WorldWCR è solo un punto di partenza. Maria Herrera ad esempio ha corso in MotoE ed anche in Moto3. Però devi avere la chance con un team valido e una buona moto, se vuoi dimostrare il tuo valore. Lei è incredibile e ha dimostrato di poter andare forte come qualunque pilota di sesso maschile”.
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