Notizie

DONNE CHE CAMBIANO MARCIA: Monica Lazzarotti – "Nel mio ruolo, è sempre importante soprattutto essere empatica"

Wednesday, 7 January 2026 08:15 GMT

Un ruolo chiave il suo in materia di sicurezza dei piloti: è lei una delle figure più amate nel paddock

Il Direttore Medico FIM nel Campionato del Mondo MOTUL FIM Superbike Monica Lazzarotti ha un ruolo chiave nel garantire la sicurezza dei piloti su tutte le piste e tutti i piloti sanno che con lei si trovano in buone mani. Ogni giorno in pista ha un ruolo chiave e al tempo stesso è guidata da una grande passione per questo sport.

“Qui non giochiamo a golf o tennis, quindi dobbiamo sempre ricordarci che c’è un’interazione tra il pilota e il mezzo meccanico”

Volto noto nel paddock a partire dal 2014, Lazzarotti è responsabile dell'assistenza medica e lavora a stretto contatto con la Direzione Gara per garantire il trasporto in totale sicurezza dei piloti infortunati, oltre ad avere un ruolo importante per ciò che concerne la definizione e l’aggiornamento delle misure di sicurezza su tutti i circuiti del Campionato del Mondo prima dei Round in calendario. Il suo è un ruolo strategico nel Campionato ed è grazie a persone come Monica che il WorldSBK continua a porre come priorità numero uno la sicurezza.

Ecco le sue parole: “Qui non giochiamo a golf o tennis, quindi dobbiamo sempre ricordarci che c’è un’interazione tra pilota e mezzo meccanico. Quindi pensiamo all’elettronica, alla velocità, al peso della moto e così via. Rispetto al passato la situazione è molto migliorata e l’obiettivo è continuare a migliorare la sicurezza per mezzo delle protezioni e di studi messi in campo prima di ogni Round. Facciamo sempre dei passi avanti in termini di tecnologia, ricerca e protezioni e quindi sono molto ottimista in materia di sicurezza. Tutto sta nel lavoro di squadra”.

“Da giovane andavo a vedere le gare con mio padre su una pista di motocross della zona. A un certo punto mi sono appassionata al trial”

Lazzarotti è sempre stata legata alla medicina in campo sportivo, anche prima di intraprendere il percorso universitario. Un’idea forse rafforzata dalla passione di sua madre per lo sport; in ogni caso, la sua presenza su piste di motocross e competizioni trial l’hanno aiutata a vedere il mondo del motorsport come un’opportunità di carriera, iniziata in competizioni trial prima di lavorare in MotoGP, acquisendo una profonda comprensione di questo sport e del duro lavoro legato alle competizioni di velocità.

Lazzarotti spiega il suo percorso finora: “Subito dopo aver terminato le scuole superiori, quando mi sono iscritta a medicina, ero già consapevole che mi sarei specializzata in medicina sportiva. Mia madre era una grande appassionata di sport e quindi forse questo mi ha condizionato un po’. Da giovane andavo con mio padre su una pista di motocross a vedere le gare. A un certo punto mi sono appassionata alle competizioni trial ed è lì che è iniziato il mio lavoro. Ho iniziato a seguire il Campionato Italiano trial e poi il team trial Italiano nel Campionato del Mondo. La mia prima esperienza professionale in circuito è stata con la Clinica Mobile in MotoGP. Stavamo lì dall’alba al tramonto ma eravamo davvero felici di lavorare così. Per me è stato molto formativo dato che ho capito davvero il mondo delle competizioni in circuito. Mi sono divertita tanto oltre a lavorare TANTO, il paddock è diventata una famiglia. Ho ancora un ottimo rapporto con tante persone che fanno parte del paddock MotoGP”.

GARANTIRE LA SICUREZZA DEI PILOTI: “A fine giornata il nostro lavoro consiste nel farli tornare in pista nel momento giusto, e in sicurezza”

Dopo la MotoGP, Lazzarotti è approdata nel WorldSBK nel 2014, contesto nel quale apprezza la natura familiare del paddock. Lazzarotti apprezza anche i passi avanti fatti anno dopo anno per ciò che concerne la sicurezza dei piloti anche se uno dei compiti più impegnativi che lei e il suo team devono affrontare consiste nel comunicare ai piloti se possono prendere parte al weekend di gara o proseguire il Round.

“Una delle sfide che anno dopo anno abbiamo incontrato consiste nel migliorare la sicurezza, lavorando insieme. Lavorare di squadra per me è un qualcosa di stimolante, l’obiettivo lo raggiungi più facilmente e anche il risultato finale è migliore. Un’altra sfida per me consiste nell’educare i piloti per ciò che concerne le questioni mediche e aiutarli a capire perché potrebbero essere dichiarati unfit. E devo dire che abbiamo raggiunto degli ottimi risultati dato che accade raramente che un pilota abbia da ridire su una decisione. Se coi piloti ci parli, lo capiscono ma deve essere fatto prima di qualunque controllo medico in modo che siano pronti e sappiano come potrebbe essere il percorso di recupero. Questa è una sfida che ho incrociato nel corso di diversi anni. A fine giornata il nostro lavoro consiste nel farli tornare in pista nel momento giusto, e in sicurezza. Non si tratta soltanto della loro sicurezza ma anche della sicurezza di altri che corrono con loro. E loro lo capiscono. Nel mio ruolo è importante, sempre e soprattutto qui, essere empatica perchè se non lo sei, sei finito. L’empatia è fondamentale”.

L’INCLUSIONE COME PRIORITÀ: “Ora abbiamo un Campionato Femminile ma permettiamo a tutti, a prescindere dal genere, di correre nelle altre classi”

Lazzarotti ha visto con entusiasmo nel 2024 la prima stagione del WorldWCR e ovviamente il suo marchio di fabbrica improntato all’empatia non manca nemmeno nei confronti delle più veloci al mondo. Nelle ultime due stagioni ha visto crescere il Campionato. Orgogliosa della natura inclusiva di questo sport che permette alle donne di correre in altre categorie, come nel caso di Ana Carrasco (Honda Racing World Supersport) nel WorldSSP, ora c’è un contesto tutto dedicato al mondo femminile.

Lazzarotti ha detto: “Con il WorldWCR, era tutto nuovo, anche per le donne stesse dato che molte di loro sono venute qui senza conoscere il contesto del Campionato del Mondo e quindi anche per loro è stata una sfida. Da inizio 2024 sono cresciute tanto e penso che abbiamo fatto dei grossi progressi. Anche questa è una sfida molto interessante dato che siamo uno sport inclusivo. Ora abbiamo un Campionato Femminile ma permettiamo a tutti, a prescindere dal genere, di correre nelle altre classi. Quindi se una donna vuole correre in una categoria mista, può farlo”.

Vivi ogni istante della stagione 2026 del WorldSBK con il WorldSBK VideoPass!