DONNE CHE CAMBIANO MARCIA: Janika Judeika – "L’adrenalina nel sangue mi ha sempre spinto avanti"
La sua passione per gli sport estremi e la sua formazione in management sportivo la rendono perfetta per il ruolo di Direttrice della Commissione Femminile FIM
Il ruolo di Janika Judeika come Direttrice della Commissione Femminile FIM è vitale e le sue particolari esperienze come pilota e in termini di formazione organizzativa l’hanno portata ad avere un’ottima preparazione per questo ruolo nel mondo dello sport. Ha dato una mano nel dar vita al Campionato del Mondo Femminile FIM e per lei la cosa più bella è poter incoraggiare altre donne a raggiungere un livello tale che magari potrebbero credere di non essere in grado di raggiungere.
AMORE A PRIMA VISTA: “Ho avuto l’occasione di assistere a un Round del Mondiale Motocross dove correva un mio amico e mi sono innamorata del paddock”
Nata da una famiglia di insegnanti lettoni, Judeika in un primo momento ha praticato sport invernali, skeleton e bob. È andata a studiare nella capitale della Lettonia, Riga, presso la RSU Latvian Academy of Sports Pedagogy dove per la prima volta ha vissuto in prima persona le emozioni legate al motorsport assistendo a un Round del Mondiale Motocross dove correva un suo amico. Un’esperienza chiave anche per ciò che concerne la sua storia in questo sport.
Judeika ha detto: “Mentre studiavo all’università sportiva, ho avuto la possibilità di assistere a un Round del Mondiale Motocross dove correva un mio amico e mi sono innamorata del paddock. Volevo farne parte. Col passare del tempo è cresciuto il mio interesse e coinvolgimento, ricoprendo il ruolo di segretaria della commissione motocross e poi passo dopo passo ho collaborato a livello europeo e con la FIM. Sono già passati 18 anni! Sapevo soltanto che non avrei voluto fare l’insegnante: divertente, dato che venivo da una famiglia di insegnanti. Fortunatamente all’università ho avuto un professore fantastico che era responsabile di un corso di governance sportiva e mi sono subito innamorata della materia. Ecco cosa mi stimola e cosa mi guida”.
LOTTARE PER FARSI ASCOLTARE: “All’inizio tutto quello che dicevo veniva messo in dubbio”
Tante sfide quelle che ha dovuto affrontare Judeika sia in ambito motocross che nel corso del suo lavoro con la FIM, tra cui farsi ascoltare e rispettare dalle controparti maschili. Spesso ha sentito certo scetticismo in merito alle sue opinioni ma ciò non l’ha affatto demoralizzata.
Ecco le sue parole: “In un primo momento, da giovane membro della commissione, era già una dura sfida da accettare. La Commissione FIM Motocross era formata da circa 30 persone, quasi tutti uomini, due sole donne. Inizialmente per me la cosa più complicata è stata il dover prendere delle decisioni. A volte tra i miei compiti c’era anche quello di ispezionare la pista prima degli appuntamenti dei Campionati del Mondo e ogni mio commento o considerazione veniva messo in dubbio. Ho avuto la sensazione che se il mio stesso commento lo avesse fatto un mio collega uomo sarebbe stato immediatamente accettato mentre se veniva da me pensavano ‘ma sei sicura?’. Ho accettato tutto questo e ho detto a me stessa, “OK, voglio essere qui, e dimostrerò il mio valore”. E presto le cose sono cambiate. Appena dimostri la tua conoscenza e dimostri di esserci non grazie a una quota ma grazie alla tua esperienza e conoscenza, tutto va bene”.
SFIDE DA AFFRONTARE INSIEME: “Se accanto a te ci sono le persone giuste che appoggiano ciò che fai, allora tutto è possibile”
Grazie al motorsport Judeika ha anche conosciuto quello che è poi divenuto suo marito, un ex pilota di motocross, I due hanno un figlio e una figlia, e a tal proposito ha detto: “Ho incontrato mio marito, ex pilota di motocross e poi sono rimasta incinta. Mi sono subito chiesta come avrei fatto a gestire tutto quanto. Fortunatamente mio marito mi ha sostenuto tanto e anche mia madre. Mio marito mi ha rassicurato dicendomi che insieme ce l’avremmo fatta. Aveva ragione. Se accanto a te hai le persone giuste che sostengono ciò che fai allora tutto è possibile; devi solo programmare tutto bene. Non c’è una ricetta ideale ma in questo mondo il tuo lavoro deve essere la tua passione. Mio figlio ha nove anni, mia figlia cinque. Sanno cosa fa mamma e sono venuti con me alle gare. Mio figlio capisce già quando può venire, quando non può venire e sa che se posso portarlo con me, lo faccio. Non va in moto”.
LOTTARE PER LA RAPPRESENTANZA: “La FIM esiste da 120 anni ma le donne sono state coinvolte nel mondo del motorsport soltanto alla fine del 20° secolo”
Judeika è una figura di riferimento per le donne impegnate nel motorsport e insieme ai suoi colleghi lavora in campo nazionale per promuovere lo status delle donne in questo sport. Un lavoro che mette al centro il superamento delle diversità, l’inclusione e l’equità.
Ecco Judeika: “La Commissione Femminile rappresenta le donne nel nostro sport. Ci relazioniamo con le Federazioni Nazionali e le Commissioni e lavoriamo per promuovere la diversità, l’inclusione e l’equità per le donne che competono nel motorsport oltre che per le donne con ruoli di responsabilità. La FIM esiste da 120 anni ma le donne sono state coinvolte nel mondo del motorsport soltanto alla fine del 20° secolo. Stiamo facendo passi avanti anche se forse non così velocemente come vorremmo. Lavoriamo per stimolare le federazioni nazionali affinché nominino più donne nelle posizioni apicali e inoltre cooperiamo a stretto contatto con le nostre commissioni sportive dato che alla fine l’obiettivo è far sì che questa commissione cessi di esistere come ente separato e sia parte invece delle altre commissioni esistenti. Così facendo dimostreremmo che l’inclusione esiste”.
In merito al WorldWCR, Judeika ha aggiunto: "Il WorldWCR è davvero una pietra miliare e il risultato è stato eccezionale, superando tutte le aspettative, specialmente dal punto di vista mediatico dove inizialmente c’era scetticismo. Ogni gara ci ha regalato grandi emozioni fino alla fine, l’ultima gara della stagione 2024 mi fa venire ancora la pelle d’oca! Il Campionato è arrivato al momento giusto. Finalmente queste donne possono correre insieme con le stesse moto e sulla stessa pista. Andando avanti dobbiamo avere la sicurezza che le donne che corrono nel WorldWCR siano davvero già pronte a prendere parte a questo Campionato piuttosto che ad altre serie nelle quali potrebbero trovarsi meglio. Per farlo, dobbiamo lavorare attivamente con le Federazioni Nazionali. Abbiamo già un Campionato Europeo che funge da trampolino per il Campionato del Mondo e ci sono competizioni in America Latina, Asia e Oceania. Inoltre dobbiamo avere la certezza che ogni campionato abbia la stessa qualità e uno standard simile”.
Il WorldWCR torna nella primavera del 2026. Seguilo sul canale YouTube del WorldWCR e su X, Instagram e Facebook.