WorldSBK Interview

DONNE CHE CAMBIANO MARCIA: Georgia Wells, sugli ostacoli da superare, aprirsi una strada e tanto altro

Wells lavora come freelance con vari clienti e ha parlato del proprio percorso nel WorldSBK e delle sfide che ha affrontato

Il Campionato del Mondo MOTUL FIM Superbike è ricco di persone che sono approdate nel paddock seguendo percorsi differenti. Tra loro c'è Georgia Wells, responsabile comunicazione dell'ELF Marc VDS Racing Team nel WorldSBK, oltre che di Alex Di Persio, pilota del WorldSPB. Wells racconta nel dettaglio il proprio percorso, le sfide, le avversità e tanto altro.

“Lavorare con vari clienti può essere difficile da gestire”

Wells ha vari clienti nel paddock, in due categorie diverse. Nel WorldSBK lavora con Marc VDS Ducati e nel WorldSPB con Alex Di Persio. Ecco le sue parole: “L'anno scorso sono diventata freelance e attualmente lavoro sia con il team Marc VDS Ducati che con Alex Di Persio, il campione della R3 World Cup nel 2025, che in questa stagione corre nel WorldSPB. Il mio primo amore sono stati l'enduro e le gare off-road. Per una stagione ho lavorato nell'hospitality del Campionato del Mondo EnduroGP, ma odiavo il fatto di stare dentro tutto il giorno e di non poter vedere le gare. Dopo aver scritto per diversi anni per la rivista TBM, ho visto un annuncio per un posto nella parte stampa del Team Suzuki Ecstar MotoGP. Da anni seguivo la MotoGP e anche se pensavo di non avere l'esperienza adeguata mi sono comunque presentata. Inizialmente il team cercava qualcuno con dei trascorsi nel giornalismo che io non avevo ma hanno visto che avevo passione e hanno ritenuto che avessi le capacità: mi hanno offerto il lavoro. Siamo tutti rimasti scioccati quando il team ha chiuso cinque anni dopo ma Yamaha mi ha contattato e sono passata a lavorare come responsabile stampa del progetto BLU CRU. Non so cos'avrei fatto se non fosse successo”.

DOVE LA PASSIONE INCONTRA LA PERSEVERANZA

Le sfide fanno parte del percorso di tutti e Wells spiega quelle che ha dovuto affrontare: “Non ho una formazione ufficiale ma mi è sempre piaciuto scrivere. Mi sono ammalata all'età di dieci anni e non ho più potuto andare a scuola e quindi ho pochissimi titoli. Chiaramente questo può essere un problema a livello di curriculum ma alla fine sono riuscita a combinare il mio amore per la scrittura con la passione per il motorsport, e in questo senso mi sento molto fortunata. Sono grata a tutti coloro che mi hanno dato un'opportunità. Guardo indietro e penso: ‘Wow, e se quella persona non mi avesse fatto scrivere per una rivista?’. Forse la mia storia può essere d'aiuto a qualcuno, perchè dimostra che non necessariamente devi essere in possesso di titoli. Se hai altre qualità, conoscenza, passione, spinta… nel mio caso, il networking è stato molto importante. Sono di natura timida e mi è sempre costato essere diretta, quindi è stato difficile ma devi esporti. La mia malattia cronica è stata molto peggiore quando ero più piccola ma, anche se adesso è più controllata, può ancora complicarmi la vita”.

APRIRSI UNA STRADA

Wells che consiglio darebbe a chi vuole tentare la carriera nel motorsport? “Devi capire che è dura farcela ed essere disposto ad accettare qualunque ruolo che ti apra la porta, anche se non ti piace troppo o non guadagni molto. Magari non sarà ciò che vuoi fare a lungo termine ma almeno sei nell'ambiente e puoi fare networking. E non lasciare che la mancanza di titoli specifici ti freni. Ovviamente dipende dall'incarico, se vuoi fare l'ingegnere avrai bisogno di formazione ma non credere di non essere sufficientemente bravo o di non avere l'esperienza, perché magari qualcuno è comunque disposto a scommettere su di te, come ha fatto Suzuki con me. Proverò sempre ad aiutare altri che vogliano entrare nel settore. Sui social mi hanno scritto in diversi chiedendomi come sono entrata in questo mondo. Non sento di avere tantissima esperienza da condividere ma se posso sostenere qualcuno sulla base delle mie esperienze, lo farò”.

CREDERE DI APPARTENERE A QUESTO AMBIENTE

Wells dice la sua anche sulle sfide quotidiane nel motorsport: “Sono sempre stata timida, ma lavorando coi media nel motorsport devi essere più diretta. E una cosa che ho imparato su me stessa è che posso farlo. Non avevo molta confidenza in me ma poco a poco l'ho superato. C'ho messo un po' a riconoscere che so ciò di cui parlo e che appartengo a questo ambiente. Credo sia difficile per chiunque in qualunque lavoro, ma quando è il lavoro dei tuoi sogni, una parte di te si chiede sempre come possa essere reale. Per restare in questo mondo devi essere molto deciso. Non è facile, le ore sono lunghe e ci sono tante cose da gestire, quindi è fondamentale avere quella resilienza e rendersi conto che non tutti i giorni saranno positivi. E passione: se non ce l'hai, lascia perdere. Per fare questo lavoro devi fare dei sacrifici. È difficile trovare degli amici che comprendano il mio orario ma la mia famiglia mi ha sempre sostenuto e incoraggiato e in realtà non sto sacrificando nulla dato che sono dove voglio essere”.

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