Parla Ernesto Marinelli, nuovo responsabile progetto SBK Ducati
| Venerdì 13 Novembre 2009 16:04 |
36 anni di Modena, Marinelli è entrato in Ducati a fine '95 e nel 1996 ha ricoperto il ruolo di coordinatore del montaggio motori del reparto corse. L'anno successivo ha lavorato nel team ufficiale diretto da Virginio Ferrari, che schierava Carl Fogarty e Neil Hodgson, mentre dal 1998 al 2000 è stato responsabile tecnico Ducati nel Campionato AMA Superbike.
Rientrato in Europa nel 2001, per due anni ha rivestito lo stesso ruolo nel team ufficiale Ducati L&M, con Ben Bostrom come pilota, quindi è passato al team Fila e Xerox dove ha diretto la parte tecnica fino alla fine di questa stagione.
- Marinelli, come si sente a dover sostituire un personaggio come Tardozzi alla guida del team Ducati ufficiale?
"Da una parte sono molto dispiaciuto, perché Davide rappresenta una parte fondamentale della storia Ducati SBK e non averlo più con noi è sicuramente una perdita importante. Ho lavorato al suo fianco per molti anni, insieme abbiamo collaborato per far crescere questo progetto e da lui ho imparato davvero tanto, sia dal punto di vista umano che professionale. Dall'altra parte, è una sfida impegnativa e stimolante e mi auguro di riuscire a fare un buon lavoro".
- Sicuramente cambia la prospettiva, perché adesso tutto dipenderà da lei.
"E' così ma non affronto una situazione nuova, a parte l'aspetto di gestione economica del team. Sicuramente bisognerà avere una visione più globale ma credo di avere le idee abbastanza chiare. Davide ha sempre detto che un ingegnere nasce così e non cambia. Io penso però di essere una persona flessibile e cercherò di interpretare questo mio nuovo ruolo così".
- Come cambierà la struttura del team?
"Rimarrà uguale, per dare continuità al lavoro. L'unica cosa che cambierà sarà l'arrivo di una nuova persona che prenderà il mio posto come ingegnere di pista di Haga.
- A proposito di Haga, come ha preso la sconfitta?
"Non bene ovviamente. E' stato come un bambino a cui stanno dando un gelato e un altro arriva e glielo porta via. Ma lui è forte psicologicamente ed è pronto a riprovarci, con ancora più carica e determinazione".
- Ora si dovrà occupare ancora più direttamente anche di Michel Fabrizio. Lo ritiene pronto ad essere un contendente concreto per il titolo?
"Michel è cresciuto molto in questi due anni con noi e penso che sia arrivata la stagione giusta dove farà vedere tutto il suo potenziale. Sono contento di avere due piloti del calibro di Michel e Nori".










