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Cal Crutchlow racconta la gara decisiva di Portimao

Martedì 03 Novembre 2009 17:56

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Cal Crutchlow

Cal Crutchlow ha dimostrato nel 2009 di essere ben di più di un pilota super veloce; ha mostrato di avere tutte quelle qualità necessarie per vincere, alla sua prima partecipazione, un campionato così competitivo come il Mondiale Supersport.


Il suo modo di correre sempre aggressivo e la voglia di vincere ha fatto pensare a qualcuno che il pilota inglese non avrebbe resistito alla tentazione di lanciarsi all'inseguimento del leader della gara e rivale per il titolo Eugene Laverty a Portimao. Ma Crutchlow ha aggiunto nervi saldi e pazienza alle sue qualità quando la situazione glieli ha richiesti. La sua ricompensa per questo mix di aggressività e intelligenza? Il titolo per sè e per la Yamaha, con la Casa giapponese che non vinceva dal 2000.


"Non avevo bisogno di spingere - ha raccontato Crutchlow -. Conoscevo quanta pressione c'era e avevo dimostrato nel warm-up di poter girare su tempi che mi permettevano di stare davanti ma non ne ho avuto bisogno. Ho pensato solo a finire la gara. L'obiettivo era vincere il titolo, non la gara. Eugene ha guidato in maniera superba, fantastica, mi ha messo la pressione che doveva girando tutto il week end davvero forte. Ma non avevo bisogno di vincere per conquistare il titolo".


Per vincere in Supersport c'è stato bisogno di un grande sforzo anche da parte del team ufficiale Yamaha, che ha sede in Germania. E Crutchlow è comprensibilmente orgoglioso della stagione sua e della squadra. "Abbiamo dimostrato di essere i più veloci durante tutto l'anno e di questo dobbiamo dare credito alla Yamaha, che ha costruito un ottimo pacchetto. Da parte mia ho messo tutto l'impegno possibile, e sono felice di essere diventato il campione del mondo 2009".