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Massimo Meregalli, team manager Yamaha, pronto alla sfida del dopo Spies

Venerdì 20 Novembre 2009 16:49

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Massimo Meregalli

Quella di Massimo Meregalli, team manager della squadra Yamaha Sterilgarda World Superbike, è stata una stagione 2009 assolutamente indimenticabile. Grazie al talento di Ben Spies e ad una moto, la YZF-R1, competitiva su tutti tracciati, l'ex-pilota, oggi 38enne, è stato il primo a regalare il titolo della categoria alla Yamaha, gestendo con grande bravura una stagione decisamente stressante.


Per ragioni di azienda, Meregalli non avrà più a disposizione Spies, ma la Yamaha ha allestito una formazione ugualmente competitiva, con il ritorno di un motivato James Toseland e il lancio di un giovane di grande prospetto come Cal Crutchlow, campione del mondo Supersport. Due punte forti per andare a caccia del bis iridato.


- Che merito si dà per la conquista del primo titolo mondiale della Yamaha in Superbike?


"Ho fatto solo parte di un gruppo di persone che ha lavorato duramente per raggiungere questo obiettivo. E' stato un campionato stressante, sempre all'inseguimento, ma non abbiamo mai mollato, Ben prima di tutti di noi ci ha creduto. Ovviamente il grosso lo ha fatto lui ma la squadra lo ha messo nelle condizioni giuste per portare a termine questa fantastica rimonta".


- Vedendo le prestazioni di Spies e quelle opposte del compagno di squadra Tom Sykes, non si è capito bene qual è il reale livello di competitività della R1.


"La nostra è stata quest'anno una moto molto equilibrata. Non siamo ancora al top in fatto di potenza, intendendo a livello di accelerazione e velocità punta, ma è senza dubbio un ottimo pacchetto. Devo dire che forse abbiamo sofferto un po' su piste dal fondo irregolare ma stiamo lavorando su questo aspetto. Ovviamente Spies è un fuoriclasse e ha sempre sfruttato le caratteristiche della moto al 100%; Tom era partito bene poi qualche caduta di troppo ha minato un po' la sua fiducia. Comunque avere come compagno di squadra come Spies non aiuta...".


- Spies non sarà più della partita ma la Yamaha sembra essersi cautelata con due piloti al top, Toseland e Crutchlow: ritiene la squadra più forte o più debole?


"Complessivamente siamo più forti, perché abbiamo entrambi i piloti in grado di lottare per il titolo. Toseland è ritornato in Superbike con la determinazione e la convinzione di dimostrare che certi giudizi sono sbagliati. Vuole vincere il suo terzo titolo e io sono convinto che sarà uno dei grandi protagonisti. Quanto a Crutchlow, lo abbiamo fortemente voluto perché lo riteniamo un talento. Quello che più mi ha colpito, parlando con lui, è che trasmette una sicurezza di sé incredibile. Sarà la sua prima stagione in Superbike ma ritengo che potrà lottare subito davanti con i migliori".

 

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